Poste Italiane in borsa entro il 2015

L’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, durante la presentazione del piano industriale Poste 2020 tenutosi a Torino ha ribadito la volontà di sbarcare a Piazza Affari.

“Lavoriamo per raggiungere l’obiettivo di andare in Borsa nel 2015″ – ha dichiarato Caio – “L’azionista ha indicato il 2015 come l’anno della privatizzazione. La tempistica resta decisione dell’azionista, noi come management stiamo lavorando in simbiosi con il ministero dell’Economia e delle Finanze. La privatizzazione è uno strumento per dare ai mercati la possibilità di partecipare al nostro piano di crescita”.

Francesco Caio ha inoltre dichiarato che Poste Italiane non ha intenzione di fare acquisti nel 2015 “In questo momento stiamo lavorando sull’esercizio del piano industriale con iniziative di crescita organica”, ha precisato il top manager, e “puntiamo a chiudere il nuovo contratto di programma che rivede le regole del servizio universale della corrispondenza tra marzo e aprile”.

Contratto che prevede due tariffe diverse per la posta ordinaria e per quella straordinaria. Con questo accordo, ha spiegato, la posta ordinaria verrà consegnata fino a 4 giorni dall’invio; quella prioritaria il giorno dopo con un costo del servizio per la celerità. Da alcune indagini effettuate è infatti emerso che per più del 90% dei casi il cittadino chiede certezza di ricezione della posta e non solo velocità.

Al via il programma wifi di Poste Italiane
Nel frattempo è iniziato il programma wifi per gli uffici di Poste Italiane, che prevede di coprire inizialmente le principali città (300 uffici entro giugno), per raggiungere 900 uffici per fine dicembre e la copertura totale entro 3 anni. L’obbiettivo è realizzare la rete gratuita di hot spot wifi più estesa d’Italia.

“Il progetto WiFi che presentiamo oggi – dice Francesco Caio – stimolato dallo spirito di collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, rientra nella missione che ci siamo dati per i prossimi anni nel Piano Strategico Poste 2020: vogliamo essere gli architetti di un’Italia più digitale e stiamo lavorando per rendere migliore la vita delle persone, includendo tutti, e con particolare attenzione alle fasce più deboli della popolazione, per aiutare il Paese nel passaggio dall’economia tradizionale a quella digitale”.

“È un altro passo – conclude Caio – nello sviluppo di prodotti e servizi semplici e sicuri per le persone, le imprese e la Pa previste nel piano Poste 2020 che, con investimenti per oltre 3 miliardi di euro, punta a fare di Poste Italiane l’azienda leader del processo di cambiamento e di avanzamento economico e sociale del Paese”.